CLASSI PRIME - METODI DI LETTOSCRITTURA E DISTURBI SPECIFICI DELL'APPRENDIMENTO (DSA)

AREA INSEGNANTI

TC SCUOLA - METODO LETTOSCRITTURA  E DSA

“Alla base della dislessia c'è un'attitudine naturale, un talento. Il dono della dislessia è il dono della padronanza.”

Ron Davis


EBOOK SULLA DISLESSIA - 2010

GUIDA PER INSEGNANTI - 2013

(da: dislessiainrete.org)

 

DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO O BISOGNI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO?

Con l’acronimo D.S.A si indicano i Disturbi Specifici di Apprendimento che raggruppano diverse difficoltà legate alla capacità di lettura, di scrittura, di calcolo, di comprensione. I disturbi specifici di apprendimento più soliti sono: dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia.
Dislessia: la dislessia è  classificata tra i Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) e la sua principale manifestazione consiste nella difficoltà che hanno i soggetti ad effettuare una lettura molto accurata, veloce e/o fluente. E’ il prototipo dei DSA, infatti i primi studi risalgono alla fine del 1800. In passato  i pazienti venivano sottoposti a visita oculistica in quanto si credeva che il disturbo dipendesse da un deficit di tipo visivo.
Quando la cattiva lettura avviene in assenza di disturbi specifici o di altre patologie che la determinano, si tratta di dislessia.
Disgrafia: è la “difficoltà” a livello grafo-esecutivo. La scrittura risulta poco chiara e difficilmente comprensibile. La scrittura spesso è irregolare per dimensione e/o pressione. Gli spazi tra i grafemi e tra le parole sono irregolari.
Disortografia: la disortografia è la “difficoltà” a tradurre correttamente i suoni che compongono le parole in simboli grafici; si manifestano frequenti errori ortografici.
Discalculia: la discalculia è una “difficoltà” specifica nell’apprendimento del calcolo che si manifesta nel riconoscimento e nella denominazione dei simboli numerici, nella scrittura dei numeri, nell’associazione del simbolo numerico alla quantità corrispondente, nella numerazione in ordine crescente e decrescente.  Molti bambini con D.S.A. non riescono ad imparare le tabelline e a fare i calcoli in automatico. Nei bambini discalculici vengono osservate difficoltà nel ricordare i numeri complessi, come quelli che contengono lo zero, o lunghi, come quelli composti da diverse cifre.
Dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia possono manifestarsi tutti insieme  nel bambino o comparire isolatamente e sono disturbi di origine neurobiologica; non sono una malattia, non sono conseguenze di un blocco psicologico, non sono dovuti né a deficit di intelligenza, né sensoriali. Quasi tutti i bambini con D.S.A. hanno difficoltà ad apprendere le lingue straniere, in particolar modo la lingua inglese a causa delle differenze fra la scrittura e la pronuncia delle lettere. Spesso il comportamento di un bambino con D.S.A. assomiglia a quello di un bambino svogliato, pigro o capriccioso.
Oggi a differenza del passato, assistiamo ad un grande incremento ed interesse intorno ai D.S.A. E’ infatti ritenuto fondamentale, conoscere l’esistenza del problema e saperlo individuare precocemente. E’ molto importante, quindi, una buona  diagnosi, anche  perché dà diritto al bambino, di utilizzare strumenti compensativi e misure dispensative (anche gli studenti universitari  con D.S.A.  hanno diritto ad aver riconosciute le misure dispensative e strumenti compensativi).  I bambini con D.S.A. non riconosciuto, possono avere gravi problemi in termini di autostima, possono avere frustrazioni e  possono percepirsi spesso inadeguati e non capiti. Inoltre è molto importante che ci sia  grande collaborazione tra scuola e famiglia. Spesso le famiglie sono poste di fronte a difficoltà inattese e necessitano di essere supportate e informate sulle strategie didattiche che  la scuola progetta per i loro figli e, soprattutto, sulle verifiche e sui risultati attesi e ottenuti.

Cosa sarebbe  più opportuno fare con un ragazzo con D.S.A.?
    Incoraggiare il ragazzo
    Valutare maggiormente risposte orali
    Fargli usare strumenti compensativi, tabelle, mappe concettuali, calcolatrice, pc con correttore   ortografico
    Sostenere l’autostima
    Applicare misure dispensative
    Lodare le cose in cui riesce bene

Cosa sarebbe opportuno evitare?
     Farlo leggere ad alta voce davanti a tutti (ma non impedirglielo  se lo vuole fare)
     Paragonarlo agli altri
     Costringerlo a copiare dalla lavagna
     Mortificarlo o umiliarlo
     Caricarlo con  troppi compiti
     Dare liste di parole da imparare a memoria
     Definirlo lento, pigro o accusarlo di scarso impegno.

E’ bene quindi puntare su una diagnosi dei D.S.A., che deve essere assolutamente  “attenta, rigorosa e non errata” (Federico Bianchi di Castelbianco, spiega che segnalare come dislessici bambini che in realtà non lo sono, comporta due gravi rischi: sono dirottati su percorsi alternativi come portatori di una” disabilità” che non hanno, mentre il loro problema non solo non verrà affrontato ma lascerà un vuoto di conoscenze che si ripercuoterà pesantemente sul loro curriculum studiorum) per poter intervenire precocemente e al meglio ma è particolarmente importante focalizzare l’attenzione sui “B.S.A.”, ossia bisogni specifici dell’apprendimento. Tutti gli allievi con “difficoltà”, “disagi”o “disturbi” devono essere motivati e in alcuni casi rimotivati. Tutti gli insuccessi scolastici dovrebbero essere portati a dei buoni o almeno a degli accettabili risultati. Ogni Insegnante, Educatore, Pedagogista etc, deve dare il meglio di sé e fare in modo che tutti gli allievi, particolarmente con difficoltà o “disturbi” presunti o tali, abbiano grandi possibilità in una vita spesso piena di barriere visibili ed invisibili. Puntiamo quindi su un ambiente scolastico favorevole, sugli aiuti concreti e mirati, sui bisogni specifici dell’apprendimento degli allievi, aumentando conoscenze, successi scolastici, la voglia di “fare” e soprattutto l’autostima dei futuri, potenziali protagonisti del mondo. Un bambino con un buon livello di autostima riuscirà facilmente a sfruttare al meglio le proprie potenzialità!

Curiosità: Si parla per la prima volta di “cattivi lettori” negli anni ’40 negli Stati Uniti. Nel 1949 sono stati i primi a fondare un’Associazione Nazionale Dislessia. E’ stata la danese Edith Norie  nel 1943,  la prima fondatrice di un metodo per la rieducazione dei dislessici.
 Sono molti i personaggi importanti e di successo dislessici:  Napoleone Bonaparte, Carlo Magno, Leonardo da Vinci, Albert Einstein, Galileo Galilei, George Washington, Isaac Newton, Walt Disney e molti altri ancora! Questo non significa che tutti i dislessici diventeranno dei geni  o dei personaggi famosi, ma di certo rafforza l’autostima.

Dottoressa Adelaide Donzello, Pedagogista
(DAL PORTALE DI GIACINTO.ORG)

 

 

DSA - DISTURBI SPECIFICI DELL'APPRENDIMENTO               download file

  • Dislessia

I bambini dislessici non presentano lo stesso tipo di disturbo: ogni bambino presenta delle caratteristiche diverse.
Gli elementi che consentono di riconoscere la presenza di un disturbo di letto-scrittura sono:
- difficoltà nel differenziare i grafemi diversamente orientati nello spazio: sono generalmente confusi i grafemi come “p-b”; “d-q”; “u-n”;”a-e”; “b-d”;
- difficoltà a differenziare i grafemi relativi a fonemi con somiglianze percettivo-uditivo;
- Nel nostro alfabeto le coppie di fonemi simili sono:  “f-v”; “t-d”; “p-b”; “c-g”; “l-r”; “m-n”;”s-z”;
- difficoltà a differenziare i grafemi diversi per piccoli particolari come “m-n”;  “c-e”; “f-t”;
- difficoltà nella codifica sequenziale, cioè nel seguire con lo sguardo nella direzione sinistra-destra e alto-basso.
Gli errori che si compiono in questa situazione sono:
- omissione di grafemi e sillabe: durante la decodifica il bambino non legge le consonanti (es: fote invece di forte), le vocali (es. fume invece di fiume) oppure le sillabe intere (es. talo invece di tavolo);
- omissione di parole e salti da un rigo all’altro;
- inversione di sillabe: li bambino inverte la posizione di una sillaba  che compone la parola, con errori di decodifica (es. li invece di il, talovo invece di tavolo);
- aggiunte e ripetizioni di sillabe o grafemi  della parola (es. tavovolo);
- difficoltà di riconoscimento dei gruppi consonantici complessi  come gn, gh, gl, sc….;
- difficoltà nella lettura di parole poco comuni o a bassa frequenza d’uso;
- prevalenza della componente intuitiva: poiché il bambino non riesce a leggere correttamente usa maggiormente la componente intuitiva, ossia anticipa quella che potrebbe essere la parole scritta, compiendo errori.

  • La disgrafia 

si manifesta nel periodo in cui il bambino inizia a personalizzare la sua scrittura (terza elementare); le caratteristiche di questa difficoltà relative alla riproduzione dei grafemi sono:

- Posizione e prensione: scrive in modo irregolare, impugnatura scorretta; posizione del corpo inadeguata; disimpegno dell’altra mano nella funzione vicariante;
- Orientamento nello spazio grafico: ridotta capacità di utilizzare lo spazio; non rispetta i margini del foglio, lascia spazi irregolari tra i grafemi e tra le parole; non segue la linea di scrittura;
- Pressione sul foglio: pressione sul foglio inadeguata; frequenti sincinesie;
- Direzione del gesto grafico: inversioni nella direzionalità del gesto;
- Produzioni e riproduzioni grafiche: difficoltà nella riproduzione grafica di figure geometriche;sviluppo del disegno inadeguato;
- Esecuzione di copie: copia di parole scorretta; scarsa coordinazione oculo manuale;
- Dimensioni dei grafemi: scarso rispetto delle dimensioni delle lettere;
- Unione dei grafemi: la mano non scorre adeguatamente sul foglio; fatica a seguire con lo sguardo la propria scrittura;
- Ritmo grafico: alterazione del ritmo di scrittura; scrive con velocità eccessiva o con estrema lentezza; movimenti “a scatti”; senza armonia del gesto e con frequenti interruzioni.

  • Disortografia

La disortografia si manifesta con le seguenti difficoltà:
- confusione tra fonemi somiglianti: il bambino non traduce correttamente in simboli grafici i suoni alfabetici che sono similari tra loro come “f-v”, “t-d”; “b-p” “l-r”;
- confusione tra grafemi simili: il bambino non traduce correttamente i segni alfabetici che presentano una somiglianza nella forma come “p-b”;
- dimenticanza di parti di parole: il bambino disortografico tende a omettere alcune parti della parola come la doppia lettera (tappo-tapo), la vocale all’interno della parola (fiume-fume), la consonate interna alla parola (tavolo-taolo);
- inversioni: il bambino scrive la parola invertendo  la posizione dei fonemi che la compongono (semaforo-sefamoro).

  • Discalculia

La discalculia provoca difficoltà in due ambiti: nella sintassi dei numeri (le relazioni spaziali tra le cifre che compongono un numero) e nel sistema del calcolo.
Gli errori sintattici dei numeri sono:
Errori di conteggio (mancato controllo della struttura sintattica):
- ad es.: 1,2,3,4,15,16…(rispettato l’incremento ma non la categoria lessicale);
- ad esempio: 13,14,40,41,42… (mancato incremento e confusione del livello).
Mancato riconoscimento del valore dello zero nella transcodifica:
- ad esempio: centouno = 1001;
- errori di “lessicazione” completa o parziale;
- ad esempio: duecentocinquasette= 210057, ottocentosessantuno = 8100601.
Errori nell’unire gli elementi miscellanei con i numeri primitivi:
- relazioni moltiplicative rese additive: duecento=102; tremilasettanta = 1073;
- relazioni additive rese moltiplicative: centocinque=500; centoventirè=2300;millesette=7000.
Gli errori di calcolo invece sono :
- errori nel recupero di fatti aritmetici;
- errori nel mantenimento e nel recupero delle procedure;
- errori nell’applicazione delle procedure;
- difficoltà visuospaziali.

( dal sito "dsanotizie" )

CHE COSA E' LA DISLESSIA

La parola dislessia fa pensare soprattutto alla scuola, alle difficoltà legate a lettura, scrittura e calcolo; all'inversione o al capovolgimento di lettere e parole e soprattutto a bambini che riescono ad apprendere solo con grande sforzo.
Si calcola che in Europa, circa il 10-15% della popolazione - bambini, giovani ed adulti - abbia problemi riguardo alle tecniche di lettura, scrittura e calcolo.
Quasi tutti vi intravvedono una particolare difficoltà d'apprendimento. La difficoltà però è solo un aspetto della dislessia.

COME SI MANIFESTA

 Gli elementi di accertamento sono molti e differenziati.

Le difficoltà scolastiche dovute alla confusione percettiva sono frequenti. Non sono limitate a problemi nella lettura, scrittura o matematica; ma coinvolgono tutti i sensi: vista, udito, equilibrio, movimento e senso del tempo.

Vista

  • Cambiamento o capovolgimento di lettere e numeri

  • Problemi con il compitare

  • Non nominare o saltare una parola o frase durante la lettura o la scrittura

  • Le lettere si muovono, diventando più grandi o più piccole

Udito

  • Problemi di pronuncia

  • Sentire rumori inesistenti, o non sentire quelli reali

  • Percepire suoni in modo troppo forte o troppo debole rispetto alla realtà

  • Ascolto non concentrato

Equilibrio / Movimento

  • Durante la lettura sentirsi girare la testa o provare nausea

  • Incapacità di stare fermi

  • Difficoltà con la scrittura

  • Difficoltà di equilibrio e coordinazione

Tempo

  • Iperattività o ipoattività

  • Difficoltà nel leggere l'ora

  • Confusione nella consequenzialità

  • Grande difficoltà nell'acquisire e comprendere concetti matematici

  • Facile perdita del filo dei pensieri


METODI DI INSEGNAMENTO-APPRENDIMENTO DELLA LETTOSCRITTURA   

  • LE DIFFICOLTA’ NELL’APPRENDIMENTO NELLE CLASSI PRIME E SECONDE DELLA SCUOLA PRIMARIA

  • RECUPERO, RINFORZO E SVILUPPO

  1. GRANDE VARIETA’ DI METODI RICONDUCIBILI. SECONDO LA CLASSIFICAZIONE DELL’UNESCO IN TRE GRUPPI:

  • METODI SINTETICI

  • METODI ANALITICI

  • METODI ANALITICO-SINTETICI

  • METODI SINTETICI

  • Si insegnano prima gli elementi più semplici, sprovvisti di significato:

              LE LETTERE

  • Poi, gli elementi più complessi:

              LE SILLABE – LE PAROLE – LE FRASI

  • METODI ANALITICI

  • Si effettua una lettura globale, memorizzando parole o frasi intere.

  • Successivamente, per  scoperta spontanea, si procede all’analisi di sillabe

            o lettere per poter leggere e scrivere parole o frasi non memorizzate

             precedentemente.

  • METODI ANALITICO-SINTETICI

  • Come i metodi analitici, partono da elementi dotati di significato ( es: le parole )

  • Si procede, in seguito, alle fasi di analisi e di sintesi,  guidate in modo sistematico

             dall’insegnante.

CENNI STORICI - I metodi sintetici nel tempo

Grecia, Roma insegnamento alfabetico

recitando cantilene, imparando a memoria le lettere in ordine alfabetico; il maestro guidava la mano del bambino che impugnava lo stilo seguendo il tracciato di ogni lettera sulla tavoletta di cera, finchè non imparava tutti i movimenti.

Quando conosceva tutte le singole lettere era guidato a sintetizzarle in sillabe in tutte le combinazioni, dalle più semplici alle più difficili , quindi passava dalle sillabe alle parole e da queste alle frasi.

Medioevo: insegnamento attraverso il metodo alfabetico privilegiando alla scrittura, la lettura

necessaria per leggere i salmi e le preghiere.

Nel ‘600 l’insegnamento della scrittura complementare a quello della lettura

Difficoltà a far imparare le lettere a causa del diverso valore fonico tra lettura (emme) e scrittura (m).

Nel ‘700 il metodo alfabetico si trasforma in fonico:

le lettere non vengono insegnate più col loro nome, ma secondo il valore fonico (m invece di emme). Nel caso le classi fossero numerose, gli allievi venivano raggruppati per livelli .

TRA I METODI SINTETICI A BASE FONETICA SI COLLOCANO:

  1. IL SILLABICO del MIALARET,

  2. QUELLO DI MARIA MONTESSORI

  3. IL METODO FONOLOGICO DI ALTIERI BIAGI

ALLA BASE VI E’ LA CONVINZIONE CHE GLI ELEMENTI MINIMI (LE LETTERE) SIANO DI PIU’ FACILE ACQUISIZIONE RISPETTO A SCRITTE CON SIGNIFICATO.

LA PREOCCUPAZIONE E’ CENTRATA SUGLI ASPETTI TECNICI ATTRAVERSO RIPETUTI ESERCIZI CHE HANNO LO SCOPO DI FAR ACQUISIRE AUTOMATISMI.

LA COMPRENSIONE E’ RINVIATA A QUANDO LA CAPACITA’ TECNICA DI DECIFRARE SARA’ CONSOLIDATA.

I metodi sintetici 

  1. Il metodo Montessori  - 1953

             La scrittura deve precedere la lettura.

             Il metodo si articola in tre tempi:

  1. Il fonema è associato alla lettera con la vista e il tatto: toccare con un dito le lettere ritagliate su carta vetrata nel senso della scrittura corsiva, fino ad acquisire in modo sicuro il movimento necessario a riprodurre la forma delle lettere.

  1. utilizzando un alfabetiere con lettere mobili ritagliate su cartoncino, il bambino deve saper comparare e riconoscere le lettere associandole al fonema corrispondente.

  1. L’inverso del precedente: il bambino deve saper pronunciare il suono corrispondente ad ogni lettera. Seguono esercizi preparatori per portare i bambini a lettere in sequenza dando significato alla sequenza di suoni prodotta.

             Approccio senso-motorio con immagine visiva e tattile muscolare insieme.

             Adatto ai bambini con problemi psichiciOggi largamente usato in riabilitazione.

  1. Il Sillabico : Mialaret - 1976

             Indicato PER BAMBINI CON HANDICAP O CON DIFFICOLTÀ DI APPRENDIMENTO:

             - associazione forma grafica-suono attraverso esercizi meccanici  ripetuti e frequenti

             - sintesi delle LETTERE IN SILLABE

            - lettura delle SILLABE e poi delle PAROLE che vengono presentate prima DIVISE IN SILLABE, poi INTERE, in seguito le FRASI.

              Abituato alla lettura sillabata, il bambino incontra nei primi tempi difficoltà nel leggere unità linguistiche dotate di significato.

c)  Il Metodo Fonologico di Alter Biagi

             La strategia didattica consta di due fasi:

  1. Segmentazione e individuazione dei fonemi nel continuum fonico (prima vocali e poi consonanti), riconoscimento acustico, visivo e tattile e apprendimento  del disegno delle lettere corrispondenti.

  1. Dopo il riconoscimento fisico del fonema, utilizzando la capacità distintiva, il bambino sostituisce un fonema a un altro cambiando il significato di una

             parolaDalle lettere si passa alle sillabe, quindi alla parole e alle frasi. Secondo l’autrice questo metodo avendo un approccio logico e strutturale tende a

     ridurre gli errori ortografici in partenza grazie al fatto che fonemi e grafemi vengono riconosciuti per confronto, rilevando somiglianze e differenze.

I METODI SINTETICI  -  osservazioni

I metodi sintetici seguono un procedimento che va dal lavoro sul codice alla comprensione del significato, elementi che caratterizzano insieme la lingua scritta, ma vengono affrontati separatamente nel tempo: prima si propongono esercizi centrati sul codice e solo in un secondo momento, a volte, dopo molto tempo, propongono attività per arrivare al significato.

I metodi globali

Fine ‘700 critiche ai metodi sintetici e nascita dei metodi globali che richiedono di far leggere fin dall’inizio testi dotati di significato.

_ Abate Radonvilliers e Nicolas Adam : lettura di parole familiari che vengono percepite globalmente, all’interno di un contesto scolastico basato sull’azione e sul gioco

_ La scomposizione delle lettere in sillabe è rinviata ad un secondo momento

Fine ‘800 Renan, Clapared e Decroly elaborano il concetto di sincretismo, riferendosi alla prima percezione globale che i bambini hanno delle cose e delle scritte:

_ Secondo gli autori per i bambini una frase dotata di significato è più semplice ,da un punto di vista psicologico, rispetto alle lettere, quindi meglio apprendibile.

Il metodo ideo-visivo di Decroly – 1960

Metodo di insegnamento che privilegia la percezione visiva rispetto alla uditiva; e privilegia la lingua scritta rispetto a quella orale.

Parte dai centri di interesse per dar senso e motivazione e perché la scuola sia vicina alla vita.

_ L’insegnamento della lettura parte da frasi o parole scaturite dall’esperienza del bambino, dalle sue emozioni e dai suoi interessi.

_ Dopo un lungo periodo di riconoscimento globale di queste frasi o parole, gradatamente il bambino procede all’analisi facilitata dal riferimento alle parole  note.

Ci sono due momenti successivi:

1. La comprensione del significato

2. Il deciframento del codice, differente per ogni bambino perché dipende dalla sua maturità.

Il metodo naturale di Freinet – 1978

Si ispira al processo di globalizzazione di Decroly.

L’apprendimento globale di parole e frasi dev’essere inserito nel contesto di vita del bambino, deve nascere dall’esperienza vissuta.

- Deve essere guidato dal bisogno di comunicazione.

- Propone tecniche didattiche:

  il testo libero, la corrispondenza con altri bambini, la stampa con il limografo, la tipografia per duplicare e socializzare i testi prodotti.

- Il metodo naturale naturale, attraverso un percorso analitico spontaneo, fa sì, secondo l’autore, che i bambini arrivino a leggere in modo naturale, dopo una

  lunga consuetudine con la lingua scritta, scoprendo da soli il meccanismo di traduzione dei segni in significati.

- Di particolare interesse l’uso della tipografia che consente di ricostruire il testo lettera per lettera, una volta scritto alla lavagna e corretto, aiutando  a   conoscere la corretta scrittura.

Il metodo globale di dottrens – 1976

Molto simile a quello di Decroly, si snoda in 4 momenti :

1. Si propongono ai bambini giochi percettivi per sviluppare l’attenzione visiva;

2. I bambini leggono globalmente, prima i loro nomi, poi semplici testi sulla loro vita;

3. Il giorno seguente, il testo viene scomposto in parole e ricomposto; la memorizzazione delle parole avviene attraverso le frequenti ripetizioni; per la duplicazione è prevista la tipografia Freinet

4Quando il bambino è pronto, passa alla scomposizione delle parole in sillabe in modo spontaneo e non metodico o imposto e si basa su raffronti visivi e non uditivi.

    Parole chiave del metodo: : frequente ripetizione, interesse, tempi di sviluppo individuali, lettura silenziosa.

Il metodo globale di Mialaret – 1976

Il metodo si articola in 5 tappe:

  1. Si parte dall’esperienza vissuta e dalle emozioni provate per passare all’espressione mimica, al disegno, al modellaggio, alla lingua orale e scritta; le frasi  nascono dai bambini

  2. I bambini scrivono o leggono globalmente le frasi note; non bisogna copiare lettera per lettera; la scrittura è espressiva e si basa sulla memoria visiva e uditiva.

       3.   I bambini scompongono le frasi e riconoscono le parole, sostituendo le parole costruiscono nuove frasi;

       4.   Passano poi all’analisi e al deciframento delle parole e dei pezzi per accostamento e confronto, con un’attività libera orale di classificazione;

       5.  L’analisi giunge al livello delle lettere: completata l’analisi i bambini sono capaci del processo inverso- la sintesi - per leggere da soli qualsiasi testo scritto.

Il metodo globale di Jadoulle – 1975

L’autore difende il metodo globale dall’accusa di creare dislessici: no metodo solo visivo, no metodo solo fonetico.

_ Il metodo globale secondo l’autore fa ricorso ad entrambi. Propone un metodo globale ripreso da Decrolì:

lettura iniziale globale di frasi emerse dall’esperienza della vita di classe e appese in aula, nomi dei bambini, parole relative al calendario e di termini

   appresi durante il calcolo, con la raccomandazione di insistere sull’analisi e la sintesi, a livello di frase, parola, sillaba.

_ da gennaio studio sistematico della sillaba, studio delle vocali e di tutte le possibilità combinatorie consonantevocale, delle sillabe inverse e delle

   consonanti che si prestano a confusioni visive o uditive.

I metodi globali –  osservazioni

I metodi globali propongono un itinerario che va dal significato al codice ed operano, come i sintetici, una separazione tra comprensione e decifrazione.

Nel ‘900 permanenza di metodi sintetici di tipo fonico accanto alla diffusione di metodi globali molto variegati.

Si evidenziano i metodi misti :analitico-sintetici che si differenziano da quelli analitici perché:

1. Il passaggio dalla prima presentazione globale della parola all’analisi e alla sintesi delle lettere è immediato.

2. C’è una maggiore insistenza sui momenti dell’analisi e della sintesi.

3. Il processo di apprendimento è predeterminato mediante esercizi sistematici e teso a rendere espliciti i vari passaggi.

Il metodo NATURALE di GABRIELLI E MAZZA – 1930

Esercizi per l’allenamento della mano, l’uso di contrassegni, i giochi con le figurine, per far parlare e disegnare i bambini.

Scoperta delle vocali: vengono esposti i 5 cartelli con immagine e nome con la vocale in rosso; si richiede di cercare la vocale iniziale dei nomi degli alunni e

    degli oggetti; si propongono giochi e scenette per associare ogni vocale ad una esclamazione: U paura, O meraviglia, A risata, I pianto E avvertimento.

Scoperta delle consonanti ed esposizione di tutti i cartelli dell’alfabetiere, ricerca della consonante iniziale dei nomi, comprensione della differenza tra

   vocali e consonanti, scoperta delle sillabe.

_ Letterine staccate degli alfabetieri mobili per copiare i nomi.

Il metodo DEVA – 1982

Il bambino lavora individualmente e collettivamente su una serie di 48 schede ognuna delle quali riproduce un disegno e il relativo nome.

_ Si articola in  3 momenti che si svolgono in successione immediata per ogni parola:

1. Lettura globale della parola, altra lettura globale della stessa cercando il tagliandino su cui è stampata per associarla a quella della scheda.

2. Analisi della parola eseguita tagliando con le forbici e separando le singole lettere della parola stampata sul tagliandino; riconoscimento delle lettere

    mediante i cartelloni dell’alfabetiere murale.

3. Sintesi: ricostruzione della parola incollando le singole lettere del tagliandino, poi copiatura della parola.

    Si passa alla parola successiva quando il bambino riconosce con rapidità la parola precedente e le singole lettere che la compongono sia a livello analitico che

   sintetico. Il carattere usato è lo stampatello maiuscolo.

  Il passaggio al corsivo per la scrittura avviene, senza difficoltà, quando il bambino ha imparato a   leggere e scrivere con sicurezza.

Il metodo FONEMATICO DI GERMANO – 1982

Si articola in 6 lezioni:

Sintesi fonica di parole bisillabe proposte dall’insegnante-

_ Parallelamente, insegnamento delle lettere alfabetiche - fonemi (a-e-i-o-u-m-r-p…)

Analisi fonematica di parole bisillabe.

Sintesi e analisi fonica di parole proposte da un bambino ai compagni.

Collegamento tra le operazioni fonemiche (sintesi e analisi) e i segni visivi (le lettere alfabetiche)

Lettura e scrittura con le lettere alfabetiche.

I metodi  analitico- sintetici  –  osservazioni

I metodi misti di insegnamento, intendono mediare la posizione dei metodi sintetici e di quelli globali, ma in realtà si mostrano più aderenti ai primi.

  • L’APPROCCIO COSTRUTTIVISTA

Vygotskij  - 1987

Pontecorvo -  1985

La parola scritta è un simbolo che rappresenta la realtà.

_ Ricostruire la lingua scritta e produrre scritte richiede al bambino competenze di simbolizzazione e meta linguistiche.

_ La lingua orale precede la lingua scritta;

_ Il bambino utilizza nella lingua scritta le stesse strategie di costruzione e creatività che ha usato precedentemente nel linguaggio parlato.

_ Il bambino legge per anticipazione di significato, si basa sul contesto per dar senso alle parole e alle frasi, si fonda su indizi, indicatori logici, avverbi, parole di

   collegamento, per formulare ipotesi che saranno verificate con il procedere della lettura.

 

  • LA RICERCA DI FERREIRO E TEBEROSKY

 “La costruzione della lingua scritta nel bambino”  - 1985 - Argentina

            _ Metodo clinico utilizzato da Piaget.

            _ Interviste ai bambini, sperimentazione e interpretazione di produzioni scritte spontaneamente.

            _ Osservazione diretta:  bambini di 4-5 e 6 anni.

            _ Evoluzione della capacità di lettura delle parole e interpretazione di frammenti di testo.

            _ Conflitto cognitivo come valore per l’evoluzione.

            _ Lettura sempre accompagnata dal disegno.

EVOLUZIONE DELLA LETTURA: LIVELLI DI CONCETTUALIZZAZIONE

              1. Il bambino non differenzia disegno e scrittura

              2. Il bambino differenzia il disegno dal testo

              3. Il bambino comincia a considerare le proprietà grafiche e quantitative del testo

              4. Il bambino ricerca una corrispondenza tra segno e suono

              5. Il bambino interpreta i frammenti di un testo: non si aspetta di trovare gli articoli, ma solo i nomi e i verbi

              6. I bambini non considerano la scrittura una produzione speculare del linguaggio orale, ma pensano fornisca indicazioni per costruire un

                  enunciato orale concorde con le regole della loro grammatica interna.

                EVOLUZIONE DELLA SCRITTURA: LIVELLI DI CONCETTUALIZZAZIONE  

               1.     Il bambino distingue il disegno dallo scritto. Solo quando il modello di scrittura impiegato è lo stampato,ipotizza che i grafismi sono diversi e che varia o rimane costante la quantità

                2.   Ipotesi di quantità minima.  Ipotesi di varietà di grafismi

                3.   Il bambino scopre che la scrittura rappresenta la lingua orale e che a parti dello scritto corrispondono parti del parlato: nasce l’ipotesi sillabica

                4.   L’ipotesi sillabica entra in conflitto e il bambino fa l’ipotesi alfabetica oscillando per un periodo tra le due ipotesi

                5.   Il bambino scopre che ogni carattere della scrittura corrisponde a un valore sonoro minore della sillaba ed effettua un’analisi sistematica dei fonemi

                6.   Dovrà superare la barriera ortografica, ma ha capito il codice.

                 _ Livello logografico

                 _ Livello preconvenzionale

                 _ Livello sillabico preconvenzionale

                 _ Livello sillabico convenzionale

                 _ Livello sillabico – alfabetico

                 _ Livello alfabetico

                 _ Livello ortografico

LA RICERCA DI FERREIRO E TEBEROSKY

  • Applicazioni:

                 1. Co-costruzione

                 2. Argomentazione

                 3. Tutoring

                 4. Conflitto cognitivo

  • L’ESPERIENZA E I PROTOCOLLI DI GIACOMO STELLA

             Contesto fisico sollecitante a sostegno dell’apprendimento:

              artellone dei nomi con foto - biblioteca - angolo scrittura - cassette della posta - calendario delle presenze - orario della settimana – prenotazione

              menu’- calendario - meteorologico - diario di classe – cartelloni – scatole e mercato, - esplorazioni esterne– visite - cartelloni stradali . . .

     Modalità: piccolo gruppo, medio gruppo, eterogeneità calibrata.

  • LA DIDATTICA DI GIACOMO STELLA

              _ Lettura per anticipazione

              _ Scrittura spontanea

              _ Rilettura delle proprie scritte

              _ Scrittura del proprio nome

              _ Riconoscimento nomi degli altri

              _ Segnare col dito

              _ Cosa c’è scritto qui?

  • LA DISLESSIA

Tenendo conto delle percentuali attuali, è molto probabile che in qualsiasi classe ci siano alunni con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA).

SCUOLA PRIMARIA - CLASSE  PRIMA – DIFFICOLTA’

- copiare dalla lavagna

- usare lo spazio del foglio

- direzionalità della scrittura

- copiare i diversi caratteri tipografici

- distinguere lettere simili: p/b d/b q/g c/g t/d m/n r/s r/l e/a soprattutto nello script

- distinguere suoni simili: m/n c/g p/b s/z r/l . . .

- copiare correttamente lettere e numeri : li/il - 21/12

SCUOLA PRIMARIA - CLASSE  PRIMA – DIFFICOLTA’:

  • nella lettura

             - riconoscere i caratteri tipografici diversi , soprattutto script e corsivo

             - mantenere il segno nella lettura:

             - perdita della riga

             - salto della parola

             - lettura a voce alta

             - lentezza ed errori che ostacolano la comprensione del testo

  • nella memorizzazione  di informazioni  in sequenza

               - ordine alfabetico

              - giorni della settimana -  mesi - anni

              - filastrocche poesie

  • nella  costruzione  di organizzatori spazio-temporali

               - confusione dx /sx,

               - sapere che giorno è

               - discriminare un prima e un dopo rispetto a una data

               - ricordare la propria data di nascita

  • nel  comportamento  in  classe

               - distraibilità

               - lentezza generale

               - mancanza di impegno

               - demotivazione

               - disordine diffuso

               - depressione o disturbo

  • COME  SI SENTE  IL  BAMBINO  DISLESSICO

            - INCOMPRESO

            - INDIFESO                                

            - IMPOTENTE

            - ESPOSTO AL CONFRONTO CONTINUO

            - PROVA SENSO DI VERGOGNA

            - SI SENTE IN  DIFETTO

            - PROVA ANSIA

  • COME  REAGISCE IL BAMBINO ALL’INSUCCESSO

          A)  SI DEPRIME

          B)  DIVENTA RABBIOSO OPPOSITIVO

SCUOLA PRIMARIA - CLASSE  PRIMA – COME MONITORARE:

UTILIZZARE I PROTOCOLLI PER VERIFICARE I LIVELLI IN LETTURA E SCRITTURA.

  • RECUPERO – SCRITTURA – ESPERIENZA AID

  • LAVORARE UTILIZZANDO UN METODO CHE PRIVILEGI LA SILLABA E NON LA LETTERA

  • PRESENTARE PRIMA LE 5 VOCALI : PROPORRE  UNA PAROLA CHE ABBIA LA VOCALE COME SILLABA INIZIALE: A COME APE, E EDERA …

  • QUANDO RICONOSCERANNO LE VOCALI SI PUO’ COMINCIARE A PRESENTARE LE SILLABE

  • INIZIA DALLE SILLABE SEMPLICI:UNA CONSONANTE E UNA VOCALE

  • SCEGLIERE PRIMA LE CONSONANTI CONTINUE, CHE TENGONO IL SUONO A LUNGO E VENGONO MEMORIZZATE PIU’ FACILMENTE

  • ANCHE PER LE SILLABE UTILIZZARE SEMPRE UNA PAROLA CHE LE ABBIA COME SILLABE INIZIALI

  • PROPORRE LE 5 SILLABE ABBIANDO OGNI PAROLA ALL’IMMAGINE CORRISPONDENTE: MA DI MARE (disegno) MO DI MOTO (Disegno) ME DI MELA (disegno) MI DI MIELE (disegno)…

  • LA PRESENTAZIONE DOVRA’ ESSERE REGISTRATA DA OGNI ALUNNO SUL PROPRIO QUADERNO

  • UTILE FAR RACCOGLIERE LE SILLABE IN UN SACCHETTO CHE MAN MANO SI ARRICCHIRA’

  • E’ MOLTO UTILE PROPORRE GIORNALMENTE A TUTTA LA CLASSE GIOCHI LINGUISTICI PER MIGLIORARE LA COMPETENZA FONOLOGICA E METAFONOLOGICA

  • INIZIARE AD INSEGNARE A SCRIVERE CON LO STAMPATO MAIUSCOLO: E’ IL CARATTERE PIU’ SEMPLICE, PIU’ LINEARE, COMPOSTO DI LINEE E DI CERCHI, NON HA CARATTERI CONFONDIBILI ED E’ DI FACILISSIMA ESECUZIONE

  • EVITARE DI PRESENTARE PIU’ CARATTERI CONTEMPORANEAMENTE, NON SI DEVE CREDERE DI GUADAGNARE TEMPO, SI DANNEGGEREBBERO I BAMBINI CON DIFFICOLTA’ DI DECODIFICA E DI MEMORIZZAZIONE

  • INTRODURRE  LO STAMPATO MINUSCOLO SOLO DOPO CHE TUTTI I SUONI, COMPRESI QUELLI COMPLESSI, SIANO STATI PRESENTATI

  • SOFFERMARSI  PIU’ TEMPO SUI SUONI DIFFICILI, UTILIZZARE STORIELLE, RACCONTARNE E INVENTARNE  ALTRE, REALIZZARE LIBRETTI

  • FAR MANIPOLARE LE LETTERE AI BAMBINI CHE CAPISCI CHE HANNO DIFFICOLTA’ A MEMORIZZARLE

  • NON INTRODURRE IL CORSIVO PRESTO, MEGLIO IN SECONDA PERCHE’ L’IMPEGNO RIGUARDANTE LA COMPLESSITA’ ESECUTIVA TOGLIEREBBE L’ATTENZIONE DA ASPETTI MOLTO PIU’ IMPORTANTI RIGUARDANTI I SUONI

  • SPIEGARLO AI GENITORI

  • Dare indicazioni molto precise per la scrittura: movimento della mano, direzione del gesto,altezze.  SI AIUTERANNO COSI’  i possibili disgrafici ad avere dei modelli di riferimento e dei parametri precisi

  • Stampato maiuscolo: quadretti centimetrati o righe di v

  • Stampato minuscolo: vanno bene le righe di I o i quadretti da mezzo centimetro

  • Corsivo: sicuramente piu’ adatte le righe di I e II

  • E’ indispensabile creare anche abilita’ esecutivE  nella scrittura, facendo esercitare molto nel carattere introdotto, utilizzando un quadernino a parte, che sara’ USATO SECONDO I PERCORSI INDIVIDUALI

SCUOLA PRIMARIA - CLASSE  PRIMA – DISGRAFIA:

E’ NECESSARIO CONTROLLARE ED INSEGNARE:

  • Corretta impugnatura della matita o della penna;

  • Posizionamento corporeo con appoggio del gomito sul tavolo e la parte superiore del corpo, in particolare il busto, che non sia troppo inclinato

  • L’ ausilio dell’altra mano che dovrà essere d’aiuto nel tenere il quaderno

  • La capacità di utilizzo adeguato dello spazio del foglio con rispetto dei margini del foglio, la spaziatura regolare tra le parole , tra le lettere, tra una riga e l’altra

  • La direzione del segno, la direzionalità

  • La riproduzione delle figure geometriche (angoli, forme chiuse, visione globale della figura e attenzione ai particolari)

  • Far notare per poi evitare eventuale macro e micro grafia alternata

  • La scorrevolezza della mano che impedisce il controllo visivo di chi scrive ed interferisce sulla legatura delle lettere

  • Il corretto e regolare ritmo di scrittura

  • La pressione della mano troppo debole o troppo forte.

Dopo la prima elementare e’ opportuno permettere ai bambini di usare il carattere che vogliono, dato che si tratta di un mezzo per scrivere e non deve diventare piu’ importante di cio’ che si scrive. Fare frequenti prove di scrittura spontanea per rendersi conto della progressione e delle eventuali difficoltà.

  • Cominciare presto ad introdurre l’uso di strumenti compensativi, in modo che sia un’abitudine

  • Iniziare conversazioni collettive:

  • sulle proprie modalità di apprendimento

  • sulle proprie difficoltà

  • sui propri punti di forza

  • Introdurre una “Busta degli aiuti” con schede di auto-aiuto, per memorizzare meglio le particolarità della lingua italiana.

  • La busta all’inizio sarà uguale per tutti, poi si differenzierà

  • Dare tempo ai bambini per lavorare individualmente e differenziare i tempi

  • NELLA CLASSE OGNUNO HA I SUOI STRUMENTI DI AIUTO

SCUOLA PRIMARIA - CLASSE  PRIMA – DISGRAFIA:

OCCASIONI  DI  SCRITTURA:

  • RICORDARSI DI NON AVER FRETTA E DI PENSARE SEMPRE CHE LA SCRITTURA E’ UN MEZZO PER COMUNICARE, QUINDI CI DOVRANNO ESSERE MILLE

             OCCASIONI PER SCRIVERE, TUTTE ALLETTATNTI E SIGNIFICATIVE:

  • personaggi che vengono a trovare la classe

  • scrivere messaggi a compagni ed insegnanti

  • descrivere oggetti, giocattoli, ambienti, personaggi

  • raccontare situazioni, esperienze, viaggi, gite, uscite

  • parlare di sé, delle proprie paure, delle emozioni

  • inventare rime

  • scrivere storielline

  • preparare avvisi

  • scrivere pro-memoria

  • scrivere lettere e cartoline

  • scrivere piccoli dialoghi a fumetti

  • trascrivere ricette

  • scrivere storielline in gruppo, dato che la crescita

             cognitiva è molto stimolata dallo scrivere in gruppo

SCUOLA PRIMARIA - CLASSE  PRIMA – DISGRAFIA:

LAVORARE SULL’ORTOGRAFIA:

  • Preparare un programma di lavoro individualizzato per ogni bambino in difficoltà, cosi’ ci sara’ una parte di lavoro

              comune alla classe ed una parte che risponde ai bisogni individuali. Dare tempo ai bambini per lavorarci differenziando i tempi.

SCUOLA PRIMARIA - CLASSE  PRIMA – DISGRAFIA:

LETTURA:

  • Continuare a lasciar leggere per anticipazione accettando ciò che viene letto, anche se totalmente inventato, come stimolo alla attività di lettura

  • Utilizzo di libri di lettura di vario tipo, formato, difficoltà, caratteri

  • Lavoro contemporaneo sulla tecnica di lettura, graduato, dalle sillabe alle parole

SCUOLA PRIMARIA - CLASSE  PRIMA – DISGRAFIA:

SU  COSA  LAVORARE NEL RECUPERO:

  1. Capacita’ percettivo-riproduttiva

  2. Capacità metafonologica

  3. Arricchimento lessicale

  4. Capacità di memorizzazione dei grafemi

  5. Sintesi fonemica e sillabica

  6. Accesso al significato

SCUOLA PRIMARIA - CLASSE  PRIMA – DISGRAFIA:

SU  COSA  LAVORARE NEL RECUPERO:

  1. Capacita’ percettivo-riproduttiva

  • IL BAMBINO DEVE DISCRIMINARE GLI INDICI ACUSTICI DI UN FONEMA RISPETTO AGLI ALTRI PER POTERLO IDENTIFICARE E DISTINGUERLO E SUCCESSIVAMENTE PRODURLO CORRETTAMENTE.

  • SI ALLENA LA CAPACITÀ PERCETTIVA DEL BAMBINO E POI QUELLA PRODUTTIVA.

  • ATTRIBUIAMO A DUE PUPAZZI DEI NOMI IL PRIMO SI CHIAMA “PA” ED IL SECONDO SI CHIAMA “BA”E PRONUNCIAMO UNO DEI DUE, IL BAMBINO DEVE RICONOSCERE QUALE PUPAZZO È STATO CHIAMATO.

  1. ATTIVITA’ METAFONOLOGICA

  • E’ IL LAVORO ATTO A SVILUPPARE NEL BAMBINO LA CAPACITÀ DI SCOMPORRE LE FRASI IN PAROLE, LE PAROLE NEI COSTITUENTI SILLABICI E QUESTI ULTIMI IN FONEMI

  • LA DIVISIONE SILLABICA È NATURALE NEL BAMBINO E VIENE APPRESA SENZA INSEGNAMENTO (INTORNO AI 4 ANNI), PERCHÉ LE SILLABE HANNO VALORE FONICO (MA – TI – TA), MENTRE IL FONEMA È PRIVO DI QUESTO VALORE RISULTANDO UNA ENTITÀ ASTRATTA, QUINDI DEVE ESSERE INSEGNATO-APPRESO.

  • I COMPITI METAFONOLOGICI CLASSICI SONO

             -  Individuazione della sillaba iniziale, finale e intermedia

             -  Riconoscimento delle rime

             -  Sintesi sillabica (individua la parola sentendo pronunciare le sillabe staccate)

             -  Individua il fonema iniziale, finale e intermedio

             - Spelling (individuazione dei fonemi che compongono la parola )

             - Tapping (batti tanti colpi, quanti sono i suoni della parola )

             - Sintesi fonemica (individua la parola sentendo pronunciare i fonemi staccati)

             - Individua i suoni di una parola organizzandoli dall’inizio alla fine

  1. arricchimento  lessicale

  • QUANDO UN BAMBINO PRESENTA DIFFICOLTÀ LESSICALI, E’ NECESSARIO “ARRICCHIRE” IL SUO BAGAGLIO LESSICALE. IL COMPITO E’ DIFFICILE PERCHE’ IL BAMBINO HA DIFFICOLTA’A “IMMAGAZZINARE” I “NOMI” E A RECUPERARLI. IL LESSICO PUÒ ESSERE ARRICCHITO DURANTE TUTTA LA VITA, ED E’ NECESSARIO FARLO NELLA FAMIGLIA E SCUOLA.

  • COSA FARE?

             LEGGERE, RACCONTARE, SOFFERMARSI SUL SIGNIFICATO DELLE PAROLE E SPIEGARLE, FAR FARE ESPERIENZE SIGNIFICATIVE, VISITE E USCITE DOPO LE QUALI VIENE RIELABORATO E RACCONTATO DI NUOVO CIO’ CHE SI E’ SPERIMENTATO.

  1. ATTIVITA’ METAFONOLOGICA

  •        CAPACITA’ DI MEMORIZZAZIONE DEI GRAFEMI:

         E’ LA CAPACITÀ DEL BAMBINO DI MEMORIZZARE I GRAFEMI, OSSIA DI RICORDARE LA FORMA DEL GRAFEMA, E RICORDARE L’ASSOCIAZIONE GRAFEMA/FONEMA, IN ALTRE PAROLE RICORDARE CHE QUEL GRAFEMA RAPPRESENTA QUEL FONEMA.

  • COSA FARE?

  • ESPORRE IL FONEMA IN CLASSE, COSTRUIRE TABELLE DELLA MEMORIA CON IMMAGINI

  • COSTRUIRE TOMBOLE

  • GIOCARE CON CARTE CHE ABBIANO IMMAGINI CHE INIZIANO CON IL GRAFEMA, FARLO COLORARE, COPIARE, DISEGNARE…

  1. SINTESI FONENETICA E SILLABICA

              E’ LA CAPACITÀ DEL BAMBINO DI EFFETTUARE LE DUE SINTESI:

  • LA SILLABA CHE SI FORMA METTENDO INSIEME DUE FONEMI

  • LA PAROLA CHE SI FORMA METTENDO INSIEME DUE O PIÙ SILLABE

  • COSA FARE?

  • GIOCO DEL SUPERMERCATO

  • GIOCO DELLA SEGMENTAZIONE DELLE PAROLE IN SILLABE

  • PAROLE CHE INIZIANO COME

  • PAROLE CHE FINISCONO COME

  • PAROLE CHE HANNO IN MEZZO

  • SACCHETTO DELLE SILLABE

  • CATENE SILLABICHE

  • CLOZE SILLABICO

  • GIOCHI CON LE SILLABE

  1. ACCESSO  AL  SIGNIFICATO

E’ LA CAPACITÀ DEL BAMBINO DI RICONOSCERE LA PAROLA CHE SI OTTIENE LEGGENDO I SUONI SILLABICI RAPPRESENTATI.

IL RICONOSCIMENTO DIPENDE SPESSO DALLA VELOCITA’ CON CUI VENGONO PRODOTTE LE SILLABE, DALLA ESATTA ACCENTAZIONE, DALLA CONOSCENZA LESSICALE, DAL NUMERO DI VOLTE CHE LA PAROLA È STATA TROVATA E LETTA.

  • COSA FARE?

  • ESERCITAZIONE ANCHE QUOTIDIANA SU UNIONE E LETTURA VELOCE DELLE SILLABE E DI PAROLE BISILLABE PIANE, POI TRISILLABE PIANE …

  • ESEMPI 

 

  • ATTIVITA’ 1

     Completamento di parole scegliendo tra più possibilità

        NASO

       

        NAVE

       

        NANO

       

        NA_ _

 

  • ATTIVITA’

     Individuazione della parola corrispondente al disegno, da scegliere tra alcune parole molto simili.

         

       ROSA

 

       ROTOLO

 

       RANA

 

       ROMA

 

  • ATTIVITA’ 3

Completamento di parole utilizzando la scelta multipla.

                          LA

ME _ _                    

                          FA

 

MELA                SA

SCUOLA PRIMARIA - CLASSE  PRIMA – LETTURA:

_ Divisione tra allenamento della lettura e comprensione della lettura, attraverso la biblioteca di classe;

_ Allenamenti a coppia assegnando un amico tutor

_ Lettura dell’insegnante di fiabe, favole, racconti

_ Lasciare il tempo per leggere autonomamente, senza controllo delle prestazioni :

  • Lettura giornaliera gratuita

  • Organizzazione della lettura a voce alta come“appuntamenti di lettura”

  • Avere in mente la lettura come PIACERE DI LEGGERE

  • ALTRI  AIUTI

  • SUSSIDI PERSONALIZZATI PER LA MEMORIA

  • Tabella di: caratteri settimana, mesi, orologio,tavola pitagorica, formule, regole grammaticali, regole ortografiche, numeri,carte geografiche e storiche    mini, linee del tempo, schemi per lo studio e le interrogazioni…

  • COMPUTER IN CLASSE

SCUOLA PRIMARIA - CLASSE  PRIMA – DISLESSIA:RACCORDO-SCUOLA – FAMIGLIA – SERVIZI

  • A CHI RIVOLGERSI IN CASO DI SOSPETTI DI DISLESSIA                                                                                                                                                                  

  • AL CAPO D’ISTITUTO

  • ALLA ASL

                         per:

  • UNA DIAGNOSI

  • UNA EVENTUALE TERAPIA LOGOPEDICA

  • UNA TERAPIA DI SOSTEGNO PSICOLOGICO

  • Conoscere l’aspetto psicologico del problema dalla parte dei bambini

  • Conoscere l’aspetto psicologico del problema dalla parte dei genitori  ( umiltà-sensibilità-attenzione )

  • Verificare, modificare, chiedere aiuto ai tecnici, incontrarsi, CONCORDARE LE AZIONI

  • Mettersi in discussione

  • MAI ESSERE IN COMPETIZIONE

  • LA VALUTAZIONE

  • INDIVIDUALE

  • MISURATA SUL PUNTO DI PARTENZA, NON SU QUELLO D’ARRIVO  ( non è vero che si è ingiusti,  si è ingiusti a non fare così )


  • BIBLIOGRAFIA
  • Emilia Ferreiro Ana Teberosky “La costruzione della lingua scritta nel bambino” ed. Giunti - 1985
  • Carlo Coruzzi “Scrivere e leggere “Libreria Universitaria  -  2005
  • Celestino Freinet Cooperative learning e cambiamenti sociali ed. Biblioteca di Francia
  • Gaston Mialaret “ Introduzione alla pedagogia”Biblioteca Universitaria di Francia -  1967
  • Giacomo Stella “Quando un bambino non riesce a leggere: cosa fare, come aiutarlo” Ed. Il Mulino Bologna -  2004
  • Giacomo Stella “La dislessia Aspetti clinici, psicologici riabilitativi” Ed. Franco Angeli
  • Giacomo Stella Jole Pippo “Apprendere a leggere e a scrivere .Guida la Lettura” Ed. Signum Scuola -  1995 - Limena(PD)
  • Giacomo Stella Pippo Jole “Apprendere a leggere e a scrivere Guida La scrittura” Ed. Signum Scuola – 1996 - Torino
  • AA:VV. “La dislessia raccontata agli insegnanti. Come riconoscerla. Cosa fare in classe” Ed. Libriliberi - Firenze - 2002
  • AA.VV. “La dislessia raccontata agli insegnanti. Prima elementare: prove d’ingresso e proposte di lavoro” ed: Libriliberi - Firenze  - 2003
  • AA.VV. Dislessia -  lavoro fonologico “Tra scuola dell’infanzia e scuola primaria” Ed. Libriliberi -  Firenze  - 2006
  • AA.VV “Dislessia. Strumenti compensativi” Ed. Libriliberi  - Firenze -  2004
  • Giacomo Stella M.C. Stradi “Il gioco di leggere e scrivere” Ed. Jes Juvenilia – Bergamo - 1991

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L I N K   U T I L I  
http://www.aiutodislessia.net  
http://sostegnobes.wordpress.com  
http://scuolastoppani.wordpress.com  
http://www.bancadelleemozioni.it/dislessia.html  
https://sites.google.com/site/dislessiapassodopopasso2/  
http://www.donodislessia.it/difficolta-e-successo.html  
http://www.net-parade.it/cgi-bin/link.aspx?utente=dsalombardia&o=newsletter  
http://www.dislessia.org/SezRoma/downloads/SOS_dislessia.pdf  
http://crizu.blogspot.it/2009/06/la-disgrafia.html  
www.studioiris.it/wp-content/uploads/2014/03/SITOGRAFIA-PER-DSA.pdf